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Oltre il visibile, tecnologia e tutela per la Basilica di San Pietro

Un modello digitale 3D e sensori ad alta precisione per custodire la Basilica di San Pietro nel tempo

Oltre il visibile, tecnologia e tutela per la Basilica di San Pietro

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Tecnologia e tutela, il progetto Oltre il visibile protegge la Basilica di San Pietro con monitoraggi in tempo reale

Nel cuore delle celebrazioni per i quattrocento anni della dedicazione della Basilica di San Pietro, prende forma un progetto che unisce storia, scienza e innovazione. Si chiama “Oltre il visibile” ed è il risultato della collaborazione tra la Fabbrica di San Pietro ed Eni, con l’obiettivo di garantire un monitoraggio strutturale permanente e integrato del complesso vaticano.

Un progetto per custodire un patrimonio unico

La sinergia tra la Fabbrica di San Pietro ed Eni, sponsor tecnico dell’iniziativa, nasce dalla volontà di preservare nel tempo lo stato di salute della Basilica. Attraverso tecnologie avanzate di indagine geofisica, geologica, topografica e strutturale, il progetto consente di osservare ciò che normalmente resta nascosto. L’idea di andare oltre il visibile non è solo una suggestione, ma un approccio scientifico che permette di analizzare in profondità l’architettura e il sottosuolo del monumento.

Un modello digitale tridimensionale e interattivo

Uno dei risultati più significativi è la creazione di un modello digitale tridimensionale dell’intero complesso monumentale. Questo sistema integra le informazioni raccolte negli archivi storici della Fabbrica di San Pietro, documenti che risalgono dal XVI al XVIII secolo, con dati provenienti da indagini precedenti condotte da Eni tra il 1997 e il 1999, oltre a prove geotecniche successive al 2000. Il modello permette di esplorare lo stato delle fondazioni e del sottosuolo con un livello di dettaglio senza precedenti.

Monitoraggio in tempo reale e precisione millimetrica

L’approccio adottato è multidisciplinare e combina tre livelli di rappresentazione: il modello architettonico ad alta definizione, il modello geologico e idrogeologico del sottosuolo e il sistema di monitoraggio strutturale interrogabile in tempo reale. Sensori installati sulla facciata, sul tamburo della cupola e in altre aree sensibili rilevano spostamenti millimetrici e inclinazioni minime. I dati sono consultabili 24 ore su 24, sette giorni su sette, offrendo uno strumento costante di supporto per future decisioni di studio, conservazione e intervento.

Una campagna operativa senza precedenti

La fase operativa si è svolta in meno di due mesi, con circa 4.500 ore di lavoro distribuite tra giorno e notte. L’intervento ha interessato una superficie di circa 80.000 metri quadrati, comprendendo non solo le parti visibili come la facciata, i colonnati e il sagrato, ma anche spazi normalmente non accessibili come le Grotte Vaticane e la Necropoli, analizzati grazie a strumenti tecnologici avanzati.

Una visione orientata al futuro

Il cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica, ha spiegato che negli ultimi anni la Fabbrica di San Pietro ha avviato un percorso per considerare la Basilica come un sistema vivo, da conoscere e custodire con strumenti adeguati al nostro tempo. Secondo Gambetti, la tecnologia, se guidata da responsabilità condivise, può aiutare a leggere l’intreccio di storia, arte e spiritualità che rende la Basilica di San Pietro un unicum al mondo, proiettando lo sguardo verso il quarto millennio.

Le competenze di Eni al servizio della cultura

Per Claudio Granata, Direttore Stakeholder Relations & Services di Eni, contribuire alla tutela della Basilica in un anno simbolico come il Giubileo della Speranza rappresenta un motivo di orgoglio. Le tecnologie sviluppate dall’azienda, tradizionalmente applicate allo studio del sottosuolo, sono state adattate per garantire la stabilità del complesso monumentale. Molti interventi resteranno invisibili ai visitatori, ma risultano fondamentali per la sicurezza futura della struttura.

Anche Annalisa Muccioli, responsabile Ricerca e Sviluppo di Eni, ha sottolineato come l’esperienza maturata nello studio delle profondità della terra e nell’uso di supercalcolatori abbia reso possibile modellizzare la complessità del sottosuolo vaticano. Il progetto è raccontato nel documentario “Oltre il visibile”, narrato dallo storico dell’arte Jacopo Veneziani, disponibile sui canali Vatican News e Eni.com, che intreccia il racconto tecnico con la dimensione storica e architettonica della Basilica.


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17 Febbraio 2026
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