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Milano Cortina 2026, l’Italia al centro del mondo

L’apertura di Milano Cortina 2026 racconta un’Italia al centro del mondo tra sport, cultura e istituzioni

Milano Cortina 2026, l’Italia al centro del mondo

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San Siro diventa il palcoscenico globale dei Giochi invernali tra emozioni, musica e simboli italiani

L’apertura dei XXV Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026 non è stata solo una cerimonia sportiva. È stata una dichiarazione di identità, un racconto collettivo in cui l’Italia si è mostrata al mondo intrecciando istituzioni, cultura, sport e immaginario. Uno spettacolo pensato per lasciare il segno, dentro e fuori i confini nazionali.

L’inizio ufficiale tra applausi e simboli

Davanti a oltre 60mila spettatori allo stadio San Siro, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha aperto ufficialmente i Giochi olimpici invernali 2026. Il boato dello stadio e il coro scandito dal pubblico hanno trasformato l’ingresso del capo dello Stato in un momento di partecipazione collettiva, suggellando l’avvio di un evento seguito da tutto il mondo.

L’arrivo a sorpresa sul tram simbolo di Milano

A sorprendere il pubblico è stato il video narrativo che ha accompagnato l’arrivo delle autorità. Sergio Mattarella compare seduto su un tram storico, il numero 26, simbolo della città e chiaro riferimento all’anno olimpico. Alla guida c’è un conducente d’eccezione, Valentino Rossi, mentre tra i passeggeri si mescolano famiglie, bambini, orchestrali della Scala di Milano e atleti con gli sci. Il recupero di un peluche caduto svela l’identità del passeggero misterioso, fino al capolinea davanti allo stadio, dove il tram si ferma e l’incontro tra istituzioni e sport diventa racconto popolare.

La fiamma olimpica e l’Arco della Pace

Un grande boato ha accompagnato le note dell’Inno alla Gioia di Ludwig van Beethoven e l’arrivo della Fiamma olimpica. Il passaggio di mano tra campioni che hanno segnato la storia dello sport italiano ha dato forma a un rito carico di memoria. Da Gerda Weissensteiner e Manuela Di Centa a Enrico Fabris, fino agli ultimi tedofori, Deborah Compagnoni e Alberto Tomba, che hanno acceso il braciere all’Arco della Pace di Milano, in contemporanea con Cortina. Entrambi commossi hanno parlato di “un’emozione unica”.

Il messaggio alle atlete e agli atleti

Dalla tribuna d’onore, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affidato ai social un messaggio rivolto agli atleti: “Portate in gara il vostro cuore, noi saremo lì a tifare per voi”. Un invito che ha unito idealmente le istituzioni al pubblico sugli spalti, rafforzando il clima di partecipazione nazionale.

La bellezza come responsabilità collettiva

Tra gli interventi istituzionali, le parole del presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò hanno posto l’accento su un concetto chiave: “La bellezza italiana non ci appartiene, ci è stata affidata dalla storia come responsabilità”. Un’idea che va oltre l’estetica e richiama il valore culturale e simbolico dell’evento olimpico.

La sfilata degli atleti e l’abbraccio del pubblico

La sfilata delle delegazioni ha trasformato San Siro in un palcoscenico globale. Portabandiera dell’Italia sono stati Arianna Fontana e Federico Pellegrino, accolti sulle note del Barbiere di Siviglia. Il pubblico ha riservato applausi calorosi a molte delegazioni, con un’ovazione particolare per gli atleti ucraini. A sfilare è stato davvero tutto il mondo, anche quello dove neve e ghiaccio non sono tradizione: dalla Giamaica al Brasile, dalle Filippine al Giappone, in un mosaico di culture e storie.

Musica, arte e spettacolo

Lo spettacolo ha alternato momenti pop e omaggi alla grande tradizione culturale italiana. Mariah Carey ha interpretato Nel blu dipinto di blu, seguita da uno dei suoi brani più iconici, mentre Laura Pausini ha cantato l’Inno di Mameli. Pierfrancesco Favino ha recitato L’Infinito di Giacomo Leopardi. La musica classica di Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini e Gioachino Rossini si è intrecciata con la danza e con il tributo pop a Raffaella Carrà, trasformando lo stadio in un museo vivente tra arte e tecnologia.

Il contesto internazionale e l’appello alla pace

Davanti a una cinquantina di capi di Stato e di governo, con la presenza del vicepresidente degli Stati Uniti J. D. Vance e l’appello alla pace del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, la cerimonia ha assunto una dimensione che va oltre lo sport. San Siro, casa di Inter e Milan, si è illuminato di blu e oro sotto i cinque cerchi olimpici, mentre l’Italia chiudeva la sfilata delle nazioni.

Il ricevimento istituzionale a Palazzo Reale

La cerimonia è stata preceduta dal ricevimento a Palazzo Reale, dove Sergio Mattarella ha accolto i capi di Stato e di governo. Presenti, tra gli altri, Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente della Lombardia Attilio Fontana e il presidente del Veneto Luca Zaia. Molti ospiti hanno visitato la mostra Le alchimiste di Anselm Kiefer, allestita nella sala delle Cariatidi.

Casa Italia come porta di ingresso del Paese

In mattinata il presidente della Repubblica ha inaugurato Casa Italia alla Triennale di Milano, definendola “una porta di ingresso sul nostro Paese”. Il taglio del nastro, affidato alla figlia Laura Mattarella, ha sancito un momento storico, come ricordato dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio: è la prima volta che un capo dello Stato celebra l’apertura di Casa Italia in Italia.

Un racconto che va oltre lo sport

La cerimonia di apertura di Milano Cortina 2026 ha mostrato un’Italia capace di raccontarsi attraverso simboli, emozioni e partecipazione. Non solo un grande evento sportivo, ma un messaggio al mondo, in cui tradizione e contemporaneità si incontrano sotto i cinque cerchi olimpici.

Luigi Canali


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07 Febbraio 2026 © Luigi Canali
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