Il dibattito sulla sicurezza digitale dei più giovani non è più rimandabile. In molti Paesi cresce l’attenzione sui rischi legati all’uso precoce dei social network, mentre dati e ricerche restituiscono un quadro complesso fatto di consapevolezza, esposizione alla violenza e nuove fragilità legate all’evoluzione tecnologica.
Le nuove regole sui social in Europa e nel mondo
Negli ultimi anni diversi Stati hanno avviato una stretta sull’accesso ai social da parte dei minori. La Francia ha annunciato il divieto per gli under 15, la Spagna si prepara a vietare l’uso ai minori di 16 anni e l’Australia ha fatto da apripista con una normativa pionieristica che limita l’accesso ai social per gli under 16. Una scelta che impone obblighi stringenti ai grandi operatori del web come Facebook, Instagram, TikTok e YouTube, chiamati a rafforzare i sistemi di tutela e controllo.
Il web come luogo percepito più a rischio
Secondo l’edizione 2026 dell’Osservatorio indifesa, realizzato da Terre des Hommes insieme alla community di Scomodo, il web è considerato dai giovani il contesto più pericoloso in assoluto. Dalla ricerca emerge che un giovane su due dichiara di aver subito almeno un episodio di violenza nel corso della propria vita. Il rapporto, diffuso in occasione della Giornata contro bullismo e cyberbullismo del 7 febbraio e del Safer Internet Day del 10 febbraio, ha raccolto le opinioni di oltre 2.000 ragazzi italiani under 26.
Differenze di genere e contesti di rischio
I dati mostrano differenze significative tra generi. Le ragazze dichiarano di aver subito violenza in misura maggiore rispetto ai ragazzi, con percentuali ancora più alte tra le persone non binarie. Per le ragazze, oltre al web, risultano particolarmente critici i luoghi pubblici non controllati, come la strada e i mezzi di trasporto, ma anche le relazioni intime e familiari. Tra i ragazzi, invece, assumono un peso maggiore la scuola e il gruppo di amici.
Contatti da sconosciuti e paura online
Un’esperienza che accomuna gran parte degli adolescenti è l’essere contattati da sconosciuti in rete. Circa l’80% dei ragazzi dichiara di aver vissuto questa situazione. Le reazioni, però, non sono uguali per tutti: le ragazze manifestano più spesso fastidio, incertezza e paura, mentre tra i ragazzi emerge una quota più alta di curiosità. Un dato che evidenzia come il vissuto emotivo online sia fortemente influenzato dal genere.
Revenge porn e immagini manipolate
Tra i pericoli più temuti sul web, il revenge porn occupa il primo posto. Il 59% dei giovani lo indica come rischio principale, soprattutto tra le ragazze e nelle fasce d’età più alte. La maggioranza è consapevole che condividere immagini intime sia una pratica pericolosa e conosce i propri diritti, come la possibilità di denunciare e chiedere la rimozione dei contenuti. Meno chiara, invece, è la percezione del rischio legato alle immagini modificate da terzi, un fenomeno spesso difficile da riconoscere.
Cyberbullismo e reti di supporto
Per i ragazzi maschi, in particolare i più giovani, il rischio maggiore resta il cyberbullismo. Quando si trovano coinvolti in episodi di bullismo o cyberbullismo, i giovani tendono a parlarne soprattutto con gli amici, mentre i più piccoli si rivolgono più facilmente ai genitori. Un segnale che mostra l’importanza delle reti di fiducia nella gestione delle difficoltà online.
Intelligenza artificiale, privacy e nuovi comportamenti
L’Intelligenza Artificiale è sempre più presente nella vita quotidiana dei ragazzi e spesso viene utilizzata come strumento di supporto. La metà degli intervistati dichiara di essersi rivolta almeno una volta a un bot per chiedere consigli, in particolare su questioni sentimentali, di salute o per un supporto psicologico. Allo stesso tempo, restano forti le preoccupazioni legate alla privacy: la maggioranza considera inaccettabile il controllo del telefono, anche se molti continuano a condividere password con genitori, amici o partner per ragioni di sicurezza.
Il ruolo delle istituzioni e della comunità educante
“I giovani sono consapevoli dei pericoli del web, ma hanno bisogno di strumenti concreti per affrontarli”, afferma Paolo Ferrara, direttore generale di Terre des Hommes Italia. Proprio per questo è stato avviato un protocollo con la Polizia di Stato per una campagna di sensibilizzazione sui reati online. Anche Cecilia Pellizzari, direttrice editoriale di Scomodo, sottolinea come la questione di genere resti centrale e richieda un intervento attivo e contestualizzato, capace di rispondere alle diverse forme di esposizione alla violenza.
05 Febbraio 2026
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