A leggere i numeri viene spontaneo fermarsi un attimo e chiederselo davvero: ma è mai possibile? Perché i dati sull’Assegno di inclusione raccontano una fotografia dell’Italia che ribalta molte convinzioni diffuse e mette sul tavolo più di una domanda, non solo economica ma anche sociale.
I numeri di Napoli che fanno discutere
Nel solo mese di dicembre 2025, a Napoli oltre 101 mila famiglie hanno ricevuto l’Assegno di inclusione. Le persone coinvolte sono state 279.108, con un importo medio mensile di 772 euro per nucleo. Una platea che, per dimensioni, arriva ad avvicinarsi a quella di intere aree del Paese considerate tradizionalmente più popolose e più forti dal punto di vista economico.
Il confronto con il Nord
Se si guarda al Settentrione, il quadro cambia ma non nel modo che molti si aspetterebbero. Le famiglie beneficiarie dell’Adi sono state 116.382, quindi poco più che a Napoli, ma le persone coinvolte scendono a 215.548. Ancora più sorprendente è l’importo medio: 625 euro per nucleo, sensibilmente più basso rispetto a quello registrato nel capoluogo campano.
Importi diversi, spesa capovolta
Qui arriva il punto che fa alzare più di un sopracciglio. Proprio perché l’assegno medio al Nord è più contenuto, la spesa complessiva racconta una realtà inattesa. Nel mese di dicembre, la spesa per l’Assegno di inclusione a Napoli ha superato quella dell’intero Nord: 78,59 milioni di euro contro 72,74 milioni. Un ribaltamento che, letto così, sembra quasi paradossale.
I dati ufficiali e il ruolo dell’Inps
Questi numeri non arrivano da stime approssimative o da interpretazioni politiche, ma dalle tabelle ufficiali dell’Inps, attraverso l’Osservatorio dedicato all’Assegno di inclusione. Dati freddi, tecnici, che però producono effetti molto concreti quando vengono calati nella realtà quotidiana dei territori.
Un divario che non è solo economico
Dietro queste cifre non c’è soltanto una differenza di importi o di beneficiari. Emergono squilibri strutturali, condizioni sociali differenti e un uso degli strumenti di sostegno che riflette fragilità profonde. Napoli, da sola, concentra un livello di bisogno che arriva a superare quello di un’area vasta come il Nord, almeno per quanto riguarda l’Adi.
La domanda che resta aperta
Di fronte a questo scenario, la domanda torna inevitabile: ma è mai possibile che una sola città arrivi a pesare più di metà Paese? I numeri dicono di sì. Capirne fino in fondo le ragioni, però, significa andare oltre le statistiche e interrogarsi sul funzionamento delle politiche sociali, sulle disuguaglianze territoriali e su un Paese che continua a viaggiare a velocità molto diverse.
03 Febbraio 2026
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