Il quadro internazionale resta fragile e attraversato da tensioni che, secondo Mosca, potrebbero sfuggire di mano. A lanciare l’allarme è Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, che in una recente intervista ha parlato apertamente di rischi elevati per la stabilità globale, non escludendo neppure lo scenario di un conflitto su scala mondiale.
Un equilibrio internazionale sempre più instabile
Secondo Dmitry Medvedev, la situazione generale è molto pericolosa e non mostra segnali di reale distensione. Pur riconoscendo una recente ripresa dei contatti diplomatici con gli Stati Uniti, il dirigente russo ha sottolineato come questi colloqui non siano sufficienti a ridurre i rischi complessivi. Le consultazioni in corso, ha spiegato, riguardano diversi dossier sensibili, incluso il conflitto in Ucraina, ma si muovono su un terreno estremamente fragile.
Il timore di una guerra globale
Nel suo intervento, Medvedev ha ammesso che “non si può escludere un conflitto globale” e che i pericoli non sono diminuiti nel tempo. Una valutazione che richiama un clima di crescente sfiducia tra i grandi blocchi internazionali e che, nelle parole dell’ex presidente russo, dovrebbe spingere tutte le parti a una maggiore prudenza. La prospettiva di un’escalation resta, dunque, sullo sfondo delle attuali crisi geopolitiche.
Russia, Cina e il confronto con la Nato
Nel tentativo di chiarire la posizione di Mosca, Dmitry Medvedev ha sostenuto che né la Russia né la Cina rappresenterebbero una minaccia per la Groenlandia. Al contrario, ha definito come potenzialmente benefiche per l’intero pianeta ipotesi oggi considerate remote, come la disintegrazione della Nato o il ritorno dell’Unione Europea all’acquisto di gas russo. Dichiarazioni che riflettono una visione critica dell’attuale assetto delle alleanze occidentali.
Il diritto internazionale e il caso Venezuela
Nel corso dell’intervista, Medvedev ha anche condannato duramente il presunto rapimento del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti, definendolo “un disastro per il diritto internazionale”. Un passaggio che inserisce la questione venezuelana nel più ampio dibattito sul rispetto delle regole e delle sovranità nazionali nello scenario globale.
Nessuna volontà di conflitto globale
Pur dipingendo uno scenario carico di tensioni, Dmitry Medvedev ha ribadito che Mosca non avrebbe alcun interesse a un conflitto mondiale. “Non siamo interessati a un conflitto globale. Non siamo pazzi”, ha affermato, sostenendo che la Russia avrebbe più volte invitato l’Occidente e i Paesi della Nato a tenere conto degli interessi di Mosca e a sedersi al tavolo dei negoziati.
Scenari improbabili e unità atlantica
Rispondendo a una domanda sugli eventi più improbabili che potrebbero verificarsi nel 2026, Medvedev ha evocato ipotesi come delle scuse ufficiali dell’Unione Europea alla Federazione Russa e la ripresa delle esportazioni di gas e petrolio, oppure lo scioglimento della Nato a seguito di un’uscita degli Stati Uniti. Entrambi scenari che, a suo dire, sarebbero positivi per il pianeta. Sul tema della Groenlandia e delle ambizioni del presidente americano Donald Trump, ha infine osservato che si tratta di una questione interna al rapporto tra Stati Uniti ed europei, capace di mettere alla prova l’unità atlantica.
02 Febbraio 2026
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