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Due sguardi, un unico percorso, Tullio Pericoli tra ritratti e paesaggi

La mostra di Tullio Pericoli a Roma tra ritratti e paesaggi come dialogo tra segno e memoria

Due sguardi, un unico percorso, Tullio Pericoli tra ritratti e paesaggi

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Doppio sguardo ripercorre quarant’anni di lavoro di Tullio Pericoli tra arte, pensiero e materia

Dal 28 gennaio al 27 febbraio 2026 la Galleria Carlo Virgilio di Roma dedica una mostra a Tullio Pericoli, artista che da oltre mezzo secolo attraversa il panorama culturale italiano con uno sguardo sempre vigile e una coerenza mai statica. Doppio sguardo. Ritratti e paesaggi 1986–2025 non è solo una retrospettiva, ma un invito a leggere il tempo attraverso il segno.

Un omaggio a una ricerca ancora viva

La mostra nasce come riconoscimento di un percorso lungo e articolato, ma soprattutto come testimonianza di una presenza ancora attiva e vitale. Tullio Pericoli, marchigiano di nascita e milanese d’adozione, continua a interrogare il linguaggio della pittura con curiosità intatta e rigore poetico. Il progetto espositivo mette in evidenza questa continuità, evitando l’idea celebrativa e restituendo invece l’immagine di un artista in costante dialogo con il proprio lavoro.

Quarant’anni di opere, coerenza ed evoluzione

Il percorso si sviluppa attraverso 17 ritratti e 26 paesaggi realizzati nell’arco di quasi quarant’anni. Un arco temporale ampio che permette di cogliere l’evoluzione del segno, dal tratto più analitico a quello più rarefatto, senza mai perdere la coerenza di fondo. La figurazione si fa via via più mentale, la sintesi più essenziale, ma resta costante il confronto con la storia dell’arte e con i grandi maestri del passato, intesi come interlocutori più che come modelli.

Il paesaggio come organismo vivo

Nel lavoro di Tullio Pericoli il paesaggio non è mai una semplice veduta. Colline, dorsali appenniniche, campi attraversati da fenditure e faglie sottili non rimandano a luoghi riconoscibili, ma a geografie interiori. Sono mappe della memoria e del tempo, costruite attraverso prospettive insolite, spesso ravvicinate, quasi interne. Guardare dall’alto o dal basso, immaginare ciò che sta sotto o dentro, diventa un modo per suggerire una continuità che va oltre i margini della tela, avvicinando il paesaggio al linguaggio astratto.

Il ritratto come esercizio di lettura

Accanto ai paesaggi, i ritratti occupano un ruolo centrale. Scrittori, intellettuali, musicisti e artisti diventano per Tullio Pericoli occasioni di confronto silenzioso. Il volto viene scomposto, analizzato, ricondotto a una sintesi che non cerca la somiglianza fotografica, ma il carattere, le tensioni interiori. L’artista parla spesso di “frammenti”: dettagli che, messi in relazione, restituiscono un ritmo mentale più che una fisionomia.

Il segno come pensiero materiale

In questi ritratti, come nei paesaggi, il segno nasce da un processo che è insieme materiale e mentale. Carta, tela, matite, colori e “attrezzi”, come li definisce lo stesso Pericoli, partecipano alla costruzione della linea, intesa come emanazione del pensiero. La pittura diventa così un atto di conoscenza, una forma di interpretazione critica in cui la mano e la mente lavorano in modo inseparabile.

Quando il paesaggio diventa ritratto

Il cuore della mostra sta proprio nel dialogo tra questi due generi solo apparentemente distinti. In Doppio sguardo, il paesaggio può trasformarsi in un ritratto e il ritratto assumere la forma di un paesaggio interiore. Ancora oggi Tullio Pericoli continua a interrogare il segno, la linea e quelli che ha definito in un suo libro i “pensieri della mano”, fedele a un’idea di pittura come attenzione e ascolto, capace di invitare a vedere meglio persone, luoghi e il tempo che li attraversa.

Un catalogo come spazio di racconto

Ad accompagnare la mostra, il catalogo pubblicato da Edizioni del Borghetto, in cui Tullio Pericoli si racconta attraverso una conversazione con Anna Villari. Un ulteriore livello di lettura che affianca le opere e ne approfondisce il senso, lasciando emergere il pensiero che sta dietro il gesto.

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www.carlovirgilio.it


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31 Gennaio 2026
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