Non è una diagnosi clinica né un’etichetta psichiatrica, ma uno strumento interpretativo che la comunità scientifica utilizza per leggere alcuni comportamenti osservabili nei leader politici contemporanei. In questo contesto, anche figure di primo piano come Donald Trump finiscono al centro di un dibattito che non riguarda la persona in sé, ma l’impatto dei modelli comportamentali quando si intrecciano con il potere.
Un concetto poco noto al grande pubblico
Il termine solipsismo è raramente usato fuori dagli ambienti specialistici, ma negli ultimi anni è entrato nel lessico del dibattito scientifico internazionale. Non indica una patologia, bensì una modalità di funzionamento mentale in cui l’individuo diventa l’unico riferimento di sé stesso. In questa prospettiva, il mondo esterno perde consistenza e gli altri non vengono più percepiti come soggetti autonomi, ma come elementi marginali o irrilevanti.
La differenza rispetto al narcisismo
Secondo quanto spiegato da Claudio Mencacci, co-presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia, il solipsismo si distingue nettamente dal disturbo narcisistico di personalità. Il narcisista cerca consenso, approvazione e seduzione; il solipsista, invece, non sente nemmeno il bisogno di piacere. La relazione con l’altro viene meno perché l’altro, di fatto, smette di esistere come interlocutore reale.
Modelli comportamentali e prudenza scientifica
In ambito psichiatrico, è fondamentale mantenere una linea di rigore. Come ha ricordato Mencacci, “non si può attribuire una diagnosi a una persona che non è stata valutata direttamente”. Tuttavia, è legittimo discutere di modelli comportamentali quando questi sono ampiamente studiati e riconosciuti dalla letteratura scientifica. Il solipsismo, in questa chiave, diventa una lente interpretativa, non un giudizio clinico.
Regole, empatia e rapporto con la realtà
Questo modello aiuta a leggere una serie di tratti ricorrenti: difficoltà a rispettare le regole, disprezzo per le norme sociali, tendenza alla menzogna, irritabilità, assenza di empatia e mancanza di rimorso. Caratteristiche che, nella vita privata, possono rimanere circoscritte, ma che assumono un significato diverso quando si manifestano nella gestione di un potere senza contrappesi.
Disinibizione e controllo degli impulsi
Un ulteriore elemento di riflessione riguarda la disinibizione comportamentale e il discontrollo degli impulsi. Diversi specialisti statunitensi e britannici hanno osservato come l’assenza di filtri possa essere collegata a una possibile disfunzione dei lobi frontali. In età avanzata, segnali di questo tipo vengono talvolta associati a ipotesi di deficit cognitivi di origine organica, pur restando, come sottolineato da Mencacci, ipotesi teoriche e non conclusioni definitive.
Una questione che riguarda tutti
Il punto centrale, secondo Claudio Mencacci, non è la curiosità mediatica ma la salute collettiva. “Tratti che possono apparire individuali diventano un problema quando influenzano decisioni con ricadute planetarie”. La storia dimostra che le valutazioni psicologiche sui grandi leader arrivano spesso solo dopo eventi drammatici. Saper leggere i segnali in anticipo, senza semplificazioni né spettacolarizzazioni, diventa quindi una responsabilità culturale prima ancora che scientifica.
30 Gennaio 2026
© Redazione editoriale PANTA-REI
https://www.panta-rei.it/home.do?key=1769773616&dettagli=quando-il-potere-guarda-solo-se-stesso
__
Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte e rielaborate da fonti ufficiali e/o agenzie di stampa riconosciute, nel rispetto del presente codice etico redazionale.
editoriale non-profit della
Fondazione Premio Antonio Biondi
realizzato in collaborazione con la

Centro studi su innovazione, comunicazione ed etica.
Copywriters ICOE
Francesca S., Matteo R., Laura A., Antonella B., Giorgio F., Anna C., Miriam M., Stefano G., Adele P. e Francesca N.
Redazione | Chi siamo

Seguici nel nostro canale WhatsApp con il tuo smartphone e quando vorrai, noi saremo li con le ultime notizie ...
__
Lettera aperta ai lettori, lettrici di PANTA-REI da parte di Luigi Canali
Presidente della Fondazione
Fondazione iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore RUNTS e riconoscita ISTITUTO CULTURALE dalla Regione Lazio - Ente NON-PROFIT
www.fondazionepremioantoniobiondi.it
C.F. 92088700601
__
Privacy e Cookies (GDPR)
PANTA-REI
editoriale della
Fondazione Premio Antonio Biondi
Via Garibaldi 34
03017 Morolo (FR)
redazione I.CO.E.
Via Giusué Carducci, 10 - 00187 Roma
editoriale@panta-rei.it
Messaggio WhatsApp
© PANTA-REI editoriale della Fondazione Premio Antonio Biondi. Tutti i diritti sono riservati.
[C]redit design&development gruppo mediterranea™