Ci sono episodi che, più di altri, mettono in luce contraddizioni difficili da ignorare. È quanto sta emergendo lungo la linea 30 del trasporto pubblico tra Calalzo e Cortina d’Ampezzo, dove un bambino di 11 anni sarebbe stato fatto scendere dall’autobus e costretto a rientrare a casa a piedi per diversi chilometri. Un caso che ha sollevato interrogativi sul rapporto tra regole, responsabilità e tutela dei minori.
La vicenda lungo la linea Calalzo Cortina
L’episodio risale a pochi giorni fa e riguarda un mezzo che operava sulla tratta in provincia di Belluno. Il ragazzo viaggiava senza il biglietto da 10 euro introdotto in concomitanza con le Olimpiadi invernali di Milano Cortina, una maggiorazione valida anche per i residenti. Durante il controllo, il titolo di viaggio in suo possesso sarebbe stato considerato non valido, portando l’autista a farlo scendere dal bus.
Sei chilometri a piedi per tornare a casa
Una volta lasciato a terra, il bambino si è trovato costretto a percorrere a piedi circa sei chilometri per rientrare a casa. Un tragitto durato oltre un’ora, lungo la pista ciclabile che costeggia la strada principale. Una situazione che, al di là degli aspetti tariffari, ha acceso un dibattito sulla sicurezza e sulla gestione di casi che coinvolgono minori.
La posizione della famiglia e l’ipotesi di reato
A intervenire pubblicamente è stata l’avvocata Chiara Balbinot, nonna del bambino, che ha riferito di aver ricevuto due chiamate di scuse da parte di DolomitiBus. Secondo la sua valutazione, la vicenda potrebbe configurare il reato di abbandono di minore, sottolineando l’esistenza di un possibile obbligo di custodia. Sarà ora la Procura di Belluno a valutare i profili giuridici della vicenda.
Il nodo del subappalto e le verifiche interne
L’autobus coinvolto non apparterrebbe direttamente a DolomitiBus, ma a una compagnia privata incaricata tramite subappalto. L’azienda di trasporto pubblico locale, partecipata dalla Provincia di Belluno, ha avviato una verifica interna e si è impegnata a fornire chiarimenti ufficiali sull’accaduto. Il caso ha riportato l’attenzione anche sul controllo dei servizi affidati a terzi.
La sospensione dell’autista e le indagini
In una nota, DolomitiBus ha comunicato che il conducente del mezzo è stato prudenzialmente sospeso dal servizio. La corsa era effettuata da La Linea Spa, società alla quale è stata immediatamente contestata la gestione dell’episodio. L’azienda ha annunciato l’attivazione di una commissione interna di indagine e ha ricordato che i mezzi sono dotati di sistemi di videosorveglianza, le cui registrazioni potranno essere utilizzate per l’accertamento dei fatti.
Regole, sicurezza e responsabilità pubblica
La società di trasporti ha espresso sollievo dopo aver appreso che il bambino sta bene e non ha riportato conseguenze fisiche. Resta però aperta una questione più ampia: fino a che punto l’applicazione rigida di una regola tariffaria può prevalere sulla tutela di un minore? Una domanda che chiama in causa non solo singole responsabilità, ma l’intero sistema di gestione del trasporto pubblico.
30 Gennaio 2026
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