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Gli Stati Uniti fuori dall’Oms, una scelta che riapre il dibattito sulla salute globale

Gli Stati Uniti escono dall’Oms, una decisione che riaccende il dibattito su finanziamenti e gestione della salute globale

SALUTE |

Gli Stati Uniti fuori dall’Oms, una scelta che riapre il dibattito sulla salute globale

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L’amministrazione Trump formalizza l’addio all’Oms tra critiche sul Covid e accuse di influenza cinese

Giovedì 23 gennaio segna una data simbolica nei rapporti tra Washington e le istituzioni internazionali. Gli Stati Uniti hanno ufficializzato l’uscita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, una decisione annunciata e attesa, che riporta al centro del confronto politico il ruolo della cooperazione globale in materia di salute.

Un’uscita prevista e formalizzata

La decisione affonda le sue radici nei primi giorni del secondo mandato di Donald Trump, quando uno degli ordini esecutivi firmati ha sancito il distacco dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, conosciuta anche come WHO. Un passaggio che non arriva all’improvviso, ma che rappresenta l’atto conclusivo di una linea politica già tracciata negli anni precedenti.

Il nodo dei finanziamenti

Tra le motivazioni ufficiali dell’amministrazione statunitense figura il peso economico del contributo americano all’OMS. Gli Stati Uniti erano tra i principali finanziatori dell’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite e, secondo Washington, la quota versata risultava sproporzionata rispetto ai benefici e all’efficacia dell’organizzazione. Un argomento che ha trovato spazio nel dibattito interno, soprattutto in chiave di riduzione della spesa internazionale.

Le accuse sulla gestione della pandemia

Un altro punto centrale riguarda la gestione della pandemia da COVID-19. Il dipartimento della Salute statunitense ha più volte sostenuto che l’OMS abbia reagito con eccessivo ritardo, in particolare nel dichiarare l’emergenza sanitaria globale. Secondo questa lettura, le tempistiche e le valutazioni iniziali avrebbero contribuito a una diffusione più rapida e meno controllata del virus.

Critiche e tensioni già emerse durante il Covid

Le frizioni tra Trump e l’OMS non sono una novità. Durante la fase più critica della pandemia, il presidente aveva spesso contestato pubblicamente le decisioni dell’organizzazione, facendo riferimento a interpretazioni controverse e, in alcuni casi, a letture antiscientifiche e complottiste. Un clima di scontro che ha progressivamente eroso il rapporto di fiducia tra le parti.

Il tema dell’influenza cinese

Tra le accuse più ricorrenti rivolte all’OMS vi è quella di una presunta eccessiva vicinanza alla Cina. Su questo punto, anche alcuni osservatori internazionali hanno riconosciuto l’esistenza di elementi di criticità, soprattutto nelle fasi iniziali della pandemia. Per l’amministrazione statunitense, questa influenza avrebbe compromesso l’autonomia e la trasparenza dell’agenzia.

Le conseguenze per la salute globale

L’uscita degli Stati Uniti dall’OMS apre ora interrogativi più ampi. Da un lato, l’organizzazione perde uno dei suoi principali sostenitori economici e politici; dall’altro, il sistema sanitario internazionale rischia di frammentarsi ulteriormente. In un mondo segnato da crisi sanitarie ricorrenti, la scelta americana solleva una domanda di fondo: quanto può funzionare la tutela della salute globale senza una cooperazione condivisa?


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23 Gennaio 2026
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