Improvvisazione, ascolto reciproco e libertà espressiva. Sono questi i principi che ispirano la trentesima edizione di miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea che torna a Milano dal 17 al 19 aprile. Un’edizione che sceglie il jazz come chiave di lettura e lo trasforma in un linguaggio condiviso tra gallerie, artisti e pubblico.
Il jazz come metafora dell’arte contemporanea
Il titolo scelto, New Directions, richiama l’album pubblicato nel 1963 da John Coltrane, omaggio simbolico nel centenario della sua nascita. Il riferimento non è solo musicale: il jazz diventa metafora di un’arte che si costruisce nel dialogo, nell’interazione e nella capacità di cambiare rotta senza perdere identità.
Una fiera globale al centro della strategia culturale
Con 160 gallerie provenienti da 24 Paesi, miart si conferma una piattaforma internazionale. Per Fiera Milano, l’arte rappresenta uno dei pilastri di una strategia che guarda alla cultura come motore economico e sociale. Un settore che vale oltre 112 miliardi di euro, cresce del 2% su base annua e coinvolge più di un milione e mezzo di addetti, a dimostrazione di come la creatività non sia un ambito marginale ma un’infrastruttura centrale.
Un percorso lungo più di un secolo di storia dell’arte
I progetti espositivi disegnano un itinerario che attraversa oltre cento anni di produzione artistica. Dai maestri del primo e secondo Novecento fino alle ricerche più attuali, la fiera costruisce un racconto continuo, dove passato e presente non si contrappongono ma si contaminano, proprio come accade nelle migliori improvvisazioni jazz.
Spazio ai linguaggi emergenti e alle nuove gallerie
Tra le sezioni più attente al futuro spicca Emergent, che accoglie 29 gallerie internazionali, alcune presenti per la prima volta. È qui che si concentra la sperimentazione, con proposte che mettono in discussione formati, materiali e narrazioni consolidate, offrendo uno sguardo diretto sulle tendenze in evoluzione.
Immagini in movimento e dialogo con la musica
Miart 2026 introduce anche un progetto speciale dedicato all’immagine in movimento, realizzato in collaborazione con il St. Moritz Art Film Festival. Tornano inoltre i premi e la Sz Sugar miart commission, che quest’anno si concentra su due opere chiave del 1960: Audace colpo dei soliti ignoti di Piero Umiliani, con la collaborazione di Chet Baker, e Invenzione su una voce per nastro magnetico di Bruno Maderna. Le gallerie sono invitate a reinterpretare questi lavori, trasformandoli in nuove produzioni artistiche.
Partnership consolidate e una nuova geografia urbana
Si rinnovano le collaborazioni con Intesa Sanpaolo come main partner e con ICE Agenzia per l’internazionalizzazione. La fiera si sposta nella nuova South Wing di Allianz MiCo, affacciata su City Life, ma il progetto si estende all’intera città grazie alla Milano Art Week, che dal 13 al 19 aprile anima Milano con mostre, installazioni ed eventi diffusi.
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20 Gennaio 2026
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