Nel panorama delle candidature a Capitale italiana della cultura 2028, una proposta rompe gli schemi tradizionali. Non un grande capoluogo, ma un sistema di borghi che scelgono di presentarsi come un unico territorio culturale. È questa l’idea alla base di Hernica Saxa, il progetto condiviso da Anagni, Alatri, Ferentino e Veroli, che punta a dimostrare come la cultura possa nascere dalla cooperazione e non dalla competizione.
Una candidatura che supera i confini amministrativi
La forza del progetto sta nella sua impostazione collettiva. Per la prima volta, città di dimensioni medio-piccole si propongono insieme per un riconoscimento nazionale di grande rilievo, sfidando direttamente i grandi centri urbani. La presentazione ufficiale a Roma, nella cornice della Stampa Estera, ha segnato l’ultimo passaggio di questa prima fase, alla vigilia della selezione delle dieci semifinaliste tra le ventitré candidature in gara.
Hernica Saxa, non un evento ma un sistema culturale
Hernica Saxa non nasce come un semplice cartellone di iniziative. L’obiettivo dichiarato è costruire un modello culturale stabile, capace di durare nel tempo e di produrre effetti concreti sul piano sociale ed economico. Il progetto guarda a un arco temporale ampio, dal 2026 al 2032, con l’ambizione di trasformare la cultura in una leva permanente di sviluppo per l’intera area.
Le cinque direttrici strategiche del progetto
Il dossier si articola su cinque assi principali. L’eredità megalitica prevede un cammino di circa 80 chilometri e una rete di centri informativi collegati tra loro. La spiritualità e la storia papale si sviluppano attorno alla Via Papalis, con aperture coordinate e un Festival di Musica Sacra. Le arti e i mestieri puntano sulla formazione di giovani artigiani e su un festival diffuso. La narrazione e la memoria prendono forma attraverso un Archivio Orale con oltre 200 interviste e festival dedicati a teatro, filosofia e letteratura. Infine, innovazione e futuro includono un Mega-Lab, la digitalizzazione di parte del patrimonio, un Museo Virtuale e applicazioni integrate.
Un progetto condiviso dalle istituzioni culturali
Alla presentazione romana hanno preso parte figure istituzionali e culturali di primo piano, a testimonianza della solidità del percorso. Accanto ai sindaci delle quattro città, erano presenti rappresentanti del mondo della tutela, dei musei e della promozione territoriale. Il lavoro del comitato scientifico, coordinato da Antonio Ribezzo, ha dato forma a un dossier ampio e strutturato, frutto di una visione condivisa.
Dalla candidatura Unesco alla sostenibilità economica
Accanto alla sfida per il 2028, le quattro città hanno annunciato un secondo obiettivo strategico: la candidatura a Patrimonio Unesco del sistema di mura megalitiche delle città fortificate. Un percorso parallelo che rafforza il valore culturale dell’area. Sul piano economico, il progetto prevede un mix di risorse pubbliche, con fondi ministeriali e investimenti PNRR, e l’idea di un ente capace di autosostenersi nel tempo.
Accessibilità e visione di lungo periodo
Un altro elemento centrale è l’accessibilità del territorio, già oggi ben collegato tra Tirreno e Adriatico e destinato a migliorare ulteriormente. Autostrade, ferrovie e infrastrutture future rendono l’area candidata non periferica, ma strategica. In questo quadro, Hernica Saxa si propone come un unicum, un esperimento che prova a dimostrare come la cultura possa essere il collante di un territorio e non solo una vetrina temporanea.
12 Gennaio 2026
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