A quattro anni dalla scomparsa di David Sassoli, il suo nome torna al centro del dibattito pubblico europeo non come semplice ricorrenza, ma come riferimento vivo di un’idea di politica fondata su responsabilità, umanità e visione. Un’eredità che non appartiene al passato, ma continua a porre domande all’Europa di oggi, chiamata a confrontarsi con crisi, conflitti e fragilità democratiche.
Il ricordo delle istituzioni europee
Nel giorno dell’anniversario, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha scelto parole essenziali, prive di enfasi, per ricordare Sassoli. Un messaggio che richiama il valore istituzionale del suo ruolo, ma soprattutto la misura con cui seppe interpretarlo. Non una presidenza vissuta come esercizio di potere, ma come servizio, capace di tenere insieme rigore e rispetto, decisione e ascolto.
Una politica che non rinunciava all’umanità
Chi ha conosciuto Sassoli sa quanto l’umanità non fosse per lui un elemento accessorio, ma parte integrante dell’azione politica. Un tratto ricordato anche da Piero De Luca, che restituisce l’immagine di un uomo capace di tenere insieme fermezza e attenzione alle persone. In un tempo in cui la politica rischia di apparire distante, Sassoli rappresentava un modo diverso di esercitare la responsabilità pubblica.
L’europeismo come scelta quotidiana
Nel ricordo condiviso da molti esponenti del Partito Democratico, emerge con chiarezza il suo europeismo convinto. Per Sassoli l’Europa non era una costruzione astratta né un destino inevitabile, ma una scelta politica da rinnovare ogni giorno. Come è stato ricordato, l’Unione europea non è “un caso né un incidente della storia”, ma il risultato di una volontà collettiva che va custodita e rafforzata.
Il passaggio decisivo del Next Generation EU
Uno dei momenti più significativi del suo mandato resta il contributo dato alla nascita del Next Generation EU. Un progetto che ha segnato una svolta nell’azione europea, introducendo una risposta comune alle crisi fondata su investimenti, solidarietà e visione di lungo periodo. In quel passaggio, Sassoli seppe sostenere un’Europa meno timida e più concreta, capace di assumersi responsabilità storiche.
Un’eredità che non si esaurisce nella commemorazione
Il ricordo di David Sassoli non può limitarsi alla celebrazione. La sua lezione chiama all’impegno, soprattutto oggi, quando l’Europa è chiamata a rafforzare la propria integrazione per restare garante di democrazia, diritti e pace. Il suo esempio indica una politica che non rinuncia alla complessità, ma non smarrisce il senso del limite e della misura.
Un ricordo che nasce anche da un legame personale
Accanto ai riconoscimenti istituzionali, resta una memoria più diretta, fatta di confronti, dialoghi e amicizia. Un ricordo che non pretende di essere esclusivo, ma che nasce dall’aver condiviso con Sassoli un’idea di politica come responsabilità verso gli altri. È da questa esperienza che prende forma una testimonianza che non guarda al passato con nostalgia, ma al presente con lucidità e senso civico.
Un’eredità che continua a interrogare, e che chiede di essere raccolta senza semplificazioni.
Luigi Canali
Fondazione Premio Antonio Biondi
12 Gennaio 2026 © Luigi Canali
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