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Niki Berlinguer e l’arte tessile, un dialogo tra pittura e arazzo a Roma

Alla Casina delle Civette gli arazzi di Niki Berlinguer dialogano con i grandi maestri del Novecento

Niki Berlinguer e l’arte tessile, un dialogo tra pittura e arazzo a Roma

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La proroga della mostra su Niki Berlinguer offre uno sguardo unico sull’arte tessile contemporanea

C’è ancora tempo per avvicinarsi a un linguaggio artistico poco frequentato ma sorprendentemente attuale. A Roma, nella cornice fiabesca della Casina delle Civette, la mostra dedicata a Niki Berlinguer offre uno sguardo ravvicinato su un percorso creativo che ha saputo unire tradizione artigianale e sperimentazione contemporanea. Il forte interesse del pubblico ha portato alla proroga dell’esposizione fino al 25 gennaio.

Una mostra che nasce dal successo

Il progetto espositivo, intitolato Niki Berlinguer. La signora degli arazzi, è curato da Claudio Crescentini e propone una selezione mirata di opere tessili che raccontano la ricerca e l’evoluzione dell’artista. Non una retrospettiva esaustiva, ma un percorso pensato per accompagnare il visitatore dentro una pratica artistica complessa e raffinata, capace di parlare ancora al presente.

Una figura centrale nel secondo dopoguerra italiano

Nata come Corinna Adelaide Augusta Fidelia nel 1905, Niki Berlinguer ha attraversato alcune delle stagioni più intense dell’arte italiana del Novecento. Dopo il matrimonio con Mario Berlinguer, nel 1950, sceglie di firmare le proprie opere con un nome d’arte e avvia collaborazioni con protagonisti delle principali correnti del secondo dopoguerra, da Renato Guttuso a Emilio Vedova, passando per Achille Perilli, Piero Dorazio, Umberto Mastroianni e Corrado Cagli.

Dalla pittura al tessuto, una traduzione creativa

Uno degli aspetti più affascinanti del lavoro di Niki Berlinguer è la capacità di reinterpretare opere pittoriche celebri attraverso l’arazzo. I suoi lavori non sono semplici riproduzioni, ma vere e proprie riscritture visive, che trasformano il colore e il segno in materia tessile. Tra le fonti di ispirazione compaiono nomi come Paul Klee, Vincent van Gogh e Hans Hartung, riletti con uno sguardo personale e innovativo.

Tecnica antica e visione moderna

Alla base di questa ricerca c’è l’uso del piccolo punto, una tecnica tradizionale che l’artista rielabora con sensibilità contemporanea. Il risultato è una fusione riuscita tra passato e presente, in cui la tessitura diventa linguaggio espressivo autonomo. In questo senso, Niki Berlinguer può essere considerata una pioniera nella trasformazione della pittura in narrazione tessile.

Le opere in mostra e il racconto dell’artista

Il percorso espositivo include arazzi ispirati a opere come Aranceto, da Renato Guttuso, Hammamet, da Paul Klee e Dai Cinque Monti, tratto da Emilio Vedova. A completare la visita, un elemento di grande valore documentario: l’ultima video-intervista dell’artista, registrata nel gennaio 1994, pochi mesi prima della sua scomparsa. Una testimonianza diretta che aggiunge profondità e umanità al racconto delle opere.

Un’occasione da non rimandare

La proroga della mostra rappresenta un’opportunità preziosa per riscoprire un’artista che ha saputo muoversi con libertà tra arti applicate e arti maggiori, superando confini e categorie. Un invito a guardare l’arazzo non come tecnica minore, ma come spazio di ricerca e sperimentazione.


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10 Gennaio 2026
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