Il Policlinico Umberto I di Roma si prepara a una trasformazione profonda che intreccia architettura, sanità e città. Non si tratta di un semplice intervento edilizio, ma di una rigenerazione urbana e culturale che punta a ripensare uno dei complessi ospedalieri più antichi e simbolici d’Italia, attivo dalla fine dell’Ottocento e oggi al centro di una visione proiettata al futuro.
Un progetto che nasce dalla storia e guarda avanti
Fondato nel 1888 e sviluppato in 51 edifici su oltre 280 mila metri quadrati, il Policlinico Umberto I rappresenta un pezzo fondamentale della storia sanitaria e universitaria del Paese. La proposta di rigenerazione, presentata dalla Sapienza Università di Roma, mira a restituire coerenza e funzionalità a un complesso cresciuto nel tempo per stratificazioni successive, spesso poco armoniche. L’obiettivo è dare forma a un “nuovo” Umberto I capace di coniugare memoria storica e innovazione.
La visione condivisa delle istituzioni
La presentazione ufficiale del progetto ha visto il coinvolgimento diretto delle principali istituzioni. La rettrice Antonella Polimeni ha definito l’intervento “visionario, orientato al futuro”, sottolineando la capacità di far dialogare esigenze assistenziali, formative e di tutela del patrimonio. Sulla stessa linea il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, che ha parlato di una vera e propria svolta strategica, resa possibile da una collaborazione istituzionale solida e continuativa.
Il ruolo decisivo dell’Inail e le risorse economiche
Elemento chiave dell’intero piano è il contributo dell’Inail, che finanzierà la realizzazione del nuovo Policlinico nell’ambito degli interventi di elevata utilità sociale per l’edilizia sanitaria. L’investimento complessivo previsto è di 1 miliardo di euro, una cifra che dà la misura dell’ambizione e della portata dell’operazione. Un impegno economico che rende possibile non solo la ricostruzione, ma anche un ripensamento strutturale dell’intero complesso.
Un modello integrato tra sanità, università e ricerca
Alla base del progetto c’è una visione integrata che mette in relazione clinica, didattica e innovazione. La razionalizzazione degli spazi e la vicinanza fisica tra strutture sanitarie e universitarie sono pensate per creare un ambiente altamente qualificante, ideale per la formazione dei professionisti della salute e per lo sviluppo della ricerca scientifica traslazionale. Il Policlinico viene così immaginato come un luogo non solo di cura, ma anche di produzione di conoscenza.
Nuova organizzazione degli spazi e fronte su viale dell’Università
Il cuore dell’intervento riguarda la riorganizzazione del fronte su viale dell’Università, attraverso la demolizione e ricostruzione di alcuni edifici. Il nuovo assetto prevede un monoblocco articolato in cui confluiranno tutte le degenze, i servizi di diagnosi e terapia, il pronto soccorso, il blocco operatorio e un sistema di accoglienza completamente ripensato. Fa eccezione la pediatria, che avrà un polo dedicato, progettato secondo esigenze specifiche.
Padiglioni storici e nascita di un campus integrato
I padiglioni storici non più destinati all’attività sanitaria saranno riconvertiti a nuove funzioni. Aule studio, residenze per studenti, spazi per il benessere, punti ristoro e alloggi per visiting professor daranno forma a un vero campus universitario integrato. Un modo per restituire vita e utilità a edifici storici, mantenendone il valore identitario e ampliandone il ruolo all’interno della città.
Paesaggio, mobilità e qualità urbana
Accanto agli interventi edilizi, il progetto prevede una profonda riqualificazione degli spazi aperti. La pedonalizzazione del viale del Policlinico, la creazione di parcheggi interrati e la sostituzione dell’asfalto con pavimentazioni in pietra ridisegneranno la mobilità e la percezione urbana dell’area. Grande attenzione è riservata al sistema del paesaggio, con aree verdi accessibili, percorsi ombreggiati, cortili attrezzati e tetti verdi che restituiscono al Policlinico la sua vocazione originaria di città giardino dedicata alla cura, all’incontro e alla conoscenza.
09 Gennaio 2026
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