PANTA REI, quando l'informazione è libera, gratuita e partecipativa

Torna a precedente

Influenza e chiamate al 118, quando l’emergenza rischia di non esserlo

Troppe chiamate non urgenti al 118 riducono la disponibilità dei mezzi per le vere emergenze

Influenza e chiamate al 118, quando l’emergenza rischia di non esserlo

Condividi

Rafforzare medicina territoriale e sistema 118 è essenziale per gestire le richieste di soccorso

Con l’arrivo dell’inverno e il picco influenzale, il sistema di emergenza sanitaria si trova sotto una pressione crescente. Tra Natale e i primi giorni dell’anno, le richieste di intervento al 118 aumentano in modo significativo, mettendo in difficoltà le centrali operative. Un fenomeno che solleva interrogativi importanti sul rapporto tra cittadini, medicina territoriale e servizi di emergenza.

Un sistema sotto forte pressione stagionale

Secondo quanto evidenziato da Mario Balzanelli, presidente della Società italiana del sistema 118, il periodo invernale coincide con un aumento rilevantissimo delle richieste di soccorso. Le centrali operative si trovano a gestire un flusso continuo di chiamate, spesso legate a sintomi influenzali o a situazioni percepite come urgenti, ma che non sempre lo sono dal punto di vista clinico.

La crisi del filtro territoriale

Uno dei nodi principali è la cosiddetta crisi del filtro territoriale. Molti cittadini, consapevoli che il 118 risponde sempre e arriva rapidamente a domicilio, scelgono questa strada anche per problemi che potrebbero essere affrontati altrove. Il risultato è un sistema che entra in una condizione di “distress operativo”, costretto a garantire tempi di risposta rapidi anche quando l’emergenza reale non c’è.

Richieste improprie e rischi concreti

Una quota significativa delle chiamate, stimata intorno al 60%, riguarda situazioni che non mettono in pericolo immediato la vita. Febbre alta, sintomi influenzali o disturbi gestibili dalla medicina di base finiscono così per saturare le linee di emergenza. Ogni mezzo di soccorso utilizzato impropriamente, però, diventa indisponibile per chi ha davvero bisogno di un intervento urgente.

Quando il 118 va chiamato davvero

Il messaggio degli operatori è chiaro. Il 118 va contattato in presenza di eventi improvvisi o di segnali che indicano una forte deviazione dalla normalità. Difficoltà respiratorie, dolore toracico intenso, tosse violenta e ingestibile, oppure la comparsa di un peso al petto accompagnato da sudorazione profusa sono esempi di situazioni che richiedono un intervento immediato. Al contrario, una febbre a 38 o 39 gradi legata all’influenza rientra nella gestione ordinaria.

Il ruolo della medicina territoriale

Alla base del problema c’è anche un utilizzo ancora poco chiaro dei servizi territoriali. La medicina delle cure primarie dovrebbe rappresentare il primo riferimento per molte condizioni acute ma non urgenti. Rafforzare questo livello di assistenza significa ridurre la pressione sulle emergenze e migliorare l’efficienza complessiva del sistema sanitario.

Territorio e 118, due pilastri inseparabili

Secondo Balzanelli, pensare di valorizzare il territorio senza investire anche sul 118 è “una chimera”. Negli anni, molte programmazioni sanitarie hanno destinato risorse alla medicina territoriale senza includere il potenziamento del sistema di emergenza. Eppure è proprio il 118 che, da oltre vent’anni, gestisce questo tipo di richieste e ne assorbe l’impatto operativo.

Un equilibrio da ricostruire

L’aumento delle chiamate durante l’influenza non è solo un problema organizzativo, ma un segnale di un equilibrio da ripensare. Informazione corretta, uso appropriato dei servizi e investimenti coordinati tra territorio ed emergenza sono elementi essenziali per garantire risposte rapide a chi ne ha davvero bisogno.


Condividi

07 Gennaio 2026
© Redazione editoriale PANTA-REI
https://www.panta-rei.it/home.do?key=1767788966&dettagli=influenza-e-chiamate-al-118
__
Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte e rielaborate da fonti ufficiali e/o agenzie di stampa riconosciute, nel rispetto del presente codice etico redazionale.

PANTA-REI, l'informazione libera, gratuita e partecipativa

editoriale non-profit della
Fondazione Premio Antonio Biondi
Fondazione Premio Antonio Biondi
realizzato in collaborazione con la
icoe, centro studi su innovazione, comunicazione ed etica.
Centro studi su innovazione, comunicazione ed etica.

Copywriters ICOE
Francesca S., Matteo R., Laura A., Antonella B., Giorgio F., Anna C., Miriam M., Stefano G., Adele P. e Francesca N.
Redazione | Chi siamo


PANTA-REI canale WhatsApp

Seguici nel nostro canale WhatsApp con il tuo smartphone e quando vorrai, noi saremo li con le ultime notizie ...

__
Lettera aperta ai lettori, lettrici di PANTA-REI da parte di Luigi Canali
Presidente della Fondazione

L'EDITORIALE
libero, gratuito e partecipativo

Precedente

L'editoriale libero, gratuito e partecipativo
www.panta-rei.it
LANGUAGE

Fondazione iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore RUNTS e riconoscita ISTITUTO CULTURALE dalla Regione Lazio - Ente NON-PROFIT
www.fondazionepremioantoniobiondi.it
C.F. 92088700601
__
Privacy e Cookies (GDPR)

PANTA-REI
editoriale della
Fondazione Premio Antonio Biondi
Via Garibaldi 34
03017 Morolo (FR)
redazione I.CO.E.
Via Giusué Carducci, 10 - 00187 Roma
editoriale@panta-rei.it
Messaggio WhatsApp

© PANTA-REI editoriale della Fondazione Premio Antonio Biondi. Tutti i diritti sono riservati.
[C]redit design&development gruppo mediterranea™