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Crans-Montana, identificazioni lente e dolore sospeso dopo la tragedia di Capodanno

Crans-Montana, identificazioni ancora in corso dopo l’incendio che ha causato 40 vittime

Crans-Montana, identificazioni lente e dolore sospeso dopo la tragedia di Capodanno

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Dopo il rogo di Crans-Montana indagini aperte, dolore diffuso e bilancio ancora provvisorio

Il lavoro di identificazione delle vittime dell’incendio avvenuto a Crans-Montana procede, ma richiederà ancora tempo. Le autorità svizzere hanno aggiornato il bilancio parlando di 121 feriti e 40 persone decedute, molte delle quali non ancora riconosciute. Numeri che raccontano solo in parte una tragedia che continua a colpire famiglie, amici e intere comunità, sospese nell’attesa.

Un bilancio ancora provvisorio

Secondo quanto comunicato dall’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, tra i feriti risultano ancora cinque persone non identificate, mentre solo quattro delle vittime sono state finora riconosciute e restituite alle famiglie. Le operazioni di identificazione proseguono senza sosta e, come spiegato dallo stesso Cornado, alcuni riconoscimenti richiederanno tempi più lunghi a causa delle condizioni dei corpi.

L’attesa delle famiglie e nuove comunicazioni

Nel corso della giornata è previsto un nuovo aggiornamento ufficiale rivolto ai familiari delle persone coinvolte. Le autorità svizzere hanno infatti convocato parenti di dispersi e feriti per fornire ulteriori informazioni, nella speranza di chiarire almeno in parte una situazione che resta estremamente complessa e dolorosa.

Italiani dispersi, nessuna certezza ma nessuna esclusione

Sul fronte italiano, restano sei i cittadini ancora dispersi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto in collegamento televisivo, ha spiegato che non si può escludere la presenza di connazionali tra le vittime del rogo. Le difficoltà di riconoscimento, dovute alle gravi ustioni, hanno finora permesso l’identificazione di un numero molto limitato di corpi.

La macchina diplomatica è già attiva

Una squadra di funzionari italiani segue costantemente l’evolversi della situazione sul posto. Il governo italiano, ha spiegato Tajani, è pronto ad attivare un volo di Stato per il rientro delle vittime, qualora venisse confermata la presenza di cittadini italiani tra i deceduti. Una misura che resta al momento in attesa di riscontri ufficiali.

Il racconto dei proprietari del locale

A parlare pubblicamente è stato anche Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation, che ha descritto uno stato di profonda prostrazione personale e familiare. “Non riusciamo più a dormire né a mangiare”, ha dichiarato, spiegando che la gestione del locale era stata sottoposta negli anni a più controlli e che, a suo dire, tutte le normative di sicurezza erano state rispettate. I legali della proprietà sono ora coinvolti per collaborare alle verifiche in corso.

Indagini in corso e responsabilità da accertare

Le autorità continuano a indagare sulle cause dell’incendio, senza trarre conclusioni affrettate. L’obiettivo resta quello di chiarire cosa sia accaduto in una notte che ha trasformato una festa in una delle tragedie più gravi vissute dalla località svizzera negli ultimi anni.


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03 Gennaio 2026
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