Fino al 16 gennaio 2026, la Galleria Richter Fine Art ospita la nuova mostra personale di Giulio Catelli, intitolata Nell’uscire, accompagnata da un testo critico di Enrico Camprini. L’esposizione segna il ritorno dell’artista in galleria con un progetto che raccoglie lavori inediti e restituisce una ricerca pittorica sempre più raccolta, riflessiva e legata all’esperienza quotidiana.
Una mostra costruita per sezioni tematiche
La mostra è organizzata in sezioni tematiche che accompagnano il visitatore all’interno di un corpus di dipinti realizzati tra il 2024 e il 2025. Le opere presentano una produzione recente che si muove su un registro più intimista ed esistenziale, dove la pittura diventa strumento di osservazione lenta e di confronto diretto con la realtà più prossima.
Interni, esterni e vita quotidiana
Il repertorio esposto è volutamente composito. Scene di vita privata e domestica si alternano a scorci all’aperto, attraversati da momenti di leggerezza luminosa e da una sottile vena ironica. Accanto a questi emergono ritratti e scene d’interni segnati da una tensione psicologica più marcata, talvolta drammatica, in cui oggetti e ambienti diventano portatori di riflessioni esistenziali. La scelta di tonalità più basse contribuisce a creare una pittura concentrata, misurata, carica di pudore e sobria compostezza.
L’uscire come pratica e come sguardo
Il titolo Nell’uscire richiama l’azione dell’uscita come prospettiva esperienziale centrale nella pratica di Giulio Catelli. Il riferimento all’osservazione en plein air non va inteso in senso puramente fenomenico. L’artista costruisce il proprio sguardo muovendosi tra punti ciechi, inferriate, tende, muri e cardini, elementi che generano deviazioni visive e inaspettati slittamenti dello spazio, tra soste meditative e aperture improvvise verso l’esterno.
La finestra come dispositivo pittorico
Elemento ricorrente nella ricerca di Catelli è la finestra, intesa come metafora dello sguardo e del processo selettivo dell’artista. L’uso di binocoli, scale e specchi gli consente di moltiplicare i punti di vista e di registrare simultaneamente interno ed esterno dello studio, come accade in alcuni autoritratti. Porte e imposte diventano così veri e propri dispositivi di passaggio, colti con una pennellata sincopata e guizzante, capace di restituire l’istante.
Pittura come antidoto alla genericità
Nel dialogo costante con le cose che lo circondano, lo sguardo dell’artista restituisce una visione interiore, riflesso di una coscienza mobile e stratificata. Come afferma lo stesso Catelli: «Scorrendo lo sguardo sulle cose, quelle un poco trite e banali, si consente alla pittura di essere un riflesso della vita senza infingimenti». La pittura diventa così un mezzo antico ma ancora capace di generare senso, un argine alla dispersione e un luogo di possibile stupore.
Un percorso coerente nella pittura contemporanea
Il percorso espositivo si inserisce coerentemente nella traiettoria formativa e artistica di Giulio Catelli, formatosi tra Università La Sapienza di Roma e Accademia di Belle Arti di Macerata. Le numerose mostre personali e collettive, così come le residenze artistiche in Italia e all’estero, delineano una ricerca solida, riconoscibile, che in Nell’uscire trova una sintesi matura e misurata.
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31 Dicembre 2025
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