La firma di cinque decreti di grazia da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella riporta al centro del dibattito pubblico un istituto raro e spesso poco compreso. La decisione, assunta ai sensi dell’articolo 87 comma 11 della Costituzione, arriva al termine di un’istruttoria formale e con il parere favorevole del Ministro della Giustizia, come comunicato ufficialmente dal Quirinale. Non un atto politico, ma una valutazione caso per caso, dove il diritto incontra la dimensione umana della pena.
Il significato della grazia nel sistema costituzionale
La grazia presidenziale non cancella il reato né mette in discussione la sentenza, ma interviene sulla pena quando emergono elementi di sproporzione o condizioni eccezionali. È uno strumento previsto dalla Costituzione per correggere situazioni in cui l’applicazione rigorosa della legge rischia di entrare in conflitto con il senso di giustizia sostanziale. Come ricordato anche in sede giudiziaria, serve a “ridurre lo scarto tra il diritto e la pena legalmente applicata e la dimensione morale della effettiva colpevolezza”.
Il caso Zeneli, quando il fatto non è reato
Tra i provvedimenti firmati figura quello relativo a Bardhyl Zeneli, condannato a un anno e sei mesi per evasione dagli arresti domiciliari. La grazia ha estinto l’intera pena dopo che il Magistrato di sorveglianza e il Procuratore generale hanno evidenziato come l’allontanamento dall’abitazione, nel caso specifico, non integrasse la fattispecie di evasione e quindi non costituisse reato. Un esempio di intervento correttivo a fronte di un errore sostanziale nella qualificazione del fatto.
Cioni e Ciappei, contesto umano e proporzione della pena
Diversa la situazione di Franco Cioni, condannato per l’omicidio volontario della moglie, gravemente malata e con cui aveva condiviso cinquant’anni di vita. La grazia ha estinto la pena residua tenendo conto delle condizioni di salute del condannato, del perdono della sorella della vittima e del contesto umano in cui maturò il fatto.
Nel caso di Alessandro Ciappei, condannato per truffa nel 2014, la grazia ha riguardato la pena residua, valutando la modesta gravità del reato, l’occasionalità della condotta e il lungo tempo trascorso, durante il quale il condannato ha ricostruito la propria vita all’estero.
Spezzuti, il tempo come elemento decisivo
Il decreto di grazia per Gabriele Spezzuti riguarda esclusivamente la pena pecuniaria residua di 80.000 euro, a fronte di una condanna per reati in materia di stupefacenti commessi nel 2005. Il Capo dello Stato ha valutato l’avvenuta espiazione della pena detentiva, il lungo periodo senza ulteriori reati e le difficili condizioni di vita del condannato. Un caso in cui il tempo e il comportamento successivo diventano fattori determinanti.
La grazia parziale per Abdelkarim Alla F. Hamad
Particolarmente delicato il caso di Abdelkarim Alla F. Hamad, condannato a 30 anni per omicidio plurimo e violazioni delle norme sull’immigrazione. La grazia parziale estingue solo una parte della pena residua. La decisione si fonda sul parere favorevole del Ministro della Giustizia, sulla giovane età al momento dei fatti e sul percorso di recupero dimostrato in oltre dieci anni di detenzione, all’interno di un contesto definito particolarmente complesso.
Tra giudici e Presidenza, il confine della giustizia
Nel rigettare l’istanza di revisione per ragioni processuali, i giudici della Corte d’appello di Messina hanno sottolineato come l’unico strumento per intervenire sulla pena, in casi simili, resti proprio la grazia. Una scelta che non sostituisce la giurisdizione, ma ne integra gli effetti quando il diritto, da solo, non riesce a cogliere tutta la complessità delle vicende umane.
22 Dicembre 2025
© Redazione editoriale PANTA-REI
https://www.panta-rei.it/home.do?key=1766431666&dettagli=grazia-tra-diritto-e-coscienza
__
Le informazioni contenute in questo articolo sono tratte e rielaborate da fonti ufficiali e/o agenzie di stampa riconosciute, nel rispetto del presente codice etico redazionale.
editoriale non-profit della
Fondazione Premio Antonio Biondi
realizzato in collaborazione con la

Centro studi su innovazione, comunicazione ed etica.
Copywriters ICOE
Francesca S., Matteo R., Laura A., Antonella B., Giorgio F., Anna C., Miriam M., Stefano G., Adele P. e Francesca N.
Redazione | Chi siamo

Seguici nel nostro canale WhatsApp con il tuo smartphone e quando vorrai, noi saremo li con le ultime notizie ...
__
Lettera aperta ai lettori, lettrici di PANTA-REI da parte di Luigi Canali
Presidente della Fondazione
Fondazione iscritta al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore RUNTS e riconoscita ISTITUTO CULTURALE dalla Regione Lazio - Ente NON-PROFIT
www.fondazionepremioantoniobiondi.it
C.F. 92088700601
__
Privacy e Cookies (GDPR)
PANTA-REI
editoriale della
Fondazione Premio Antonio Biondi
Via Garibaldi 34
03017 Morolo (FR)
redazione I.CO.E.
Via Giusué Carducci, 10 - 00187 Roma
editoriale@panta-rei.it
Messaggio WhatsApp
© PANTA-REI editoriale della Fondazione Premio Antonio Biondi. Tutti i diritti sono riservati.
[C]redit design&development gruppo mediterranea™