Un’icona del barocco, un set cinematografico a cielo aperto e, soprattutto, uno dei simboli più riconoscibili della capitale. La Fontana di Trevi è la più celebre tra le oltre duemila fontane della Città Eterna, un luogo dove arte, storia e immaginario collettivo si intrecciano da secoli.
Un capolavoro del tardo barocco romano
L’aspetto attuale della fontana risale al Settecento ed è frutto del progetto dell’architetto Nicola Salvi, realizzato su incarico di Urbano VIII, pontefice della famiglia Barberini. L’intervento sostituì una struttura più antica, risalente al 1410, caratterizzata da tre vasche affiancate. Il risultato è un esempio emblematico di stile tardo barocco, pensato per stupire e dominare lo spazio urbano.
Architettura, sculture e acqua millenaria
Situata a pochi passi da Via del Corso e Via del Tritone, la fontana misura 26 metri di altezza ed è larga quasi il doppio. È alimentata dall’Acquedotto Vergine, costruito in epoca romana nel 19 d.C.. La composizione scenografica unisce la vasca rettangolare alla facciata in travertino di Palazzo Poli, con un gruppo scultoreo in marmo di Carrara che raffigura Nettuno su un carro trainato da cavalli marini, simbolo della mutevolezza dell’oceano, affiancato dalle allegorie dell’Abbondanza e della Salubrità.
La fontana di Trevi come set cinematografico
La fama della fontana è legata anche al cinema. Indimenticabile la scena del bagno notturno di Anita Ekberg in La dolce vita di Federico Fellini, diventata una delle immagini più iconiche del cinema mondiale. Altrettanto celebre è la sequenza comica in cui Totò tenta di venderla a un ingenuo turista in Totòtruffa 62, trasformando la fontana in un simbolo anche dell’ironia italiana.
Il rito della monetina e il nuovo ticket
Tra le tradizioni più note c’è il lancio della monetina. La leggenda racconta che, gettandola di spalle, con gli occhi chiusi e la mano destra sulla spalla sinistra, si tornerà a Roma. Ogni giorno vengono raccolti fino a 3mila euro, devoluti in beneficenza alla Caritas. L’introduzione di un ticket di due euro per i turisti stranieri, previsto dal primo febbraio, potrebbe però influire su questo rito popolare e sul rapporto spontaneo tra visitatori e monumento.
Le origini del nome tra storia e mito
Anche il nome Trevi è avvolto dal mistero. Secondo alcune ipotesi deriverebbe da Trebium, località nei pressi della Tiburtina. Altri lo collegano al trivio formato dalle tre vie d’acqua Collatina, Prenestina e Tiburtina. Non manca una spiegazione mitologica, che richiama Iuturna, ninfa delle acque invocata durante la siccità, il cui tempio in zona era noto come Trevi.
22 Dicembre 2025
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