Il telefono squilla, sul display compare un numero sconosciuto e dall’altra parte arriva la solita “offerta imperdibile”. Una scena fin troppo familiare. Proprio per mettere ordine in questo caos quotidiano, l’Agcom ha deciso di intervenire con una proposta che punta a rendere finalmente riconoscibili le chiamate commerciali legittime.
Un numero breve per sapere chi c’è dall’altra parte
L’idea dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni è semplice: assegnare un numero a tre cifre agli operatori autorizzati anche per le chiamate in uscita e per i messaggi. In questo modo, chi riceve la telefonata può capire subito se sta parlando davvero con un’azienda registrata oppure con un call center sospetto che si nasconde dietro numerazioni ambigue.
Perché i numeri a tre cifre fanno la differenza
Uno dei punti di forza della proposta riguarda la sicurezza tecnica. I numeri brevi non possono essere replicati dall’estero, un dettaglio tutt’altro che secondario in un’epoca in cui molte truffe telefoniche sfruttano numerazioni straniere o mascherate. Sapere che un certo prefisso identifica sempre lo stesso operatore riduce il rischio di raggiri e aumenta la trasparenza.
Una sperimentazione già in corso
La fase di test è partita il 17 dicembre e durerà 45 giorni, al termine dei quali il sistema potrebbe diventare operativo. Non si tratta di un intervento isolato: questa iniziativa si inserisce in un percorso più ampio di contrasto al telemarketing aggressivo avviato dall’Agcom negli ultimi mesi.
I risultati dei blocchi anti spoofing
Già a novembre era stato introdotto un filtro contro le chiamate commerciali provenienti da finti numeri mobili italiani, capace di bloccare nella prima fase circa 7,5 milioni di telefonate al giorno. Prima ancora, il 19 agosto, era entrato in funzione un primo blocco antispoofing sulle numerazioni fisse. Segnali incoraggianti, anche se il problema è tutt’altro che risolto.
Le cautele delle associazioni dei consumatori
Le reazioni delle associazioni sono positive ma prudenti. Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, si tratta di un “possibile passo avanti, anche se sono molte le insidie”. Dona sottolinea come resti da chiarire se il nuovo sistema sia davvero più efficace rispetto all’ipotesi di un prefisso unico, come lo 0844 previsto ma mai reso obbligatorio dalla legge del 2018.
Regole chiare per evitare confusione
Tra le proposte avanzate c’è quella di vincolare ogni azienda a un solo numero a tre cifre, utilizzato esclusivamente per telemarketing e teleselling. L’obiettivo è evitare che il consumatore possa confondere una chiamata commerciale con un servizio di assistenza. Anche il Codacons considera la misura attesa e utile, ma avverte che molte chiamate indesiderate si sono semplicemente spostate verso numeri con prefisso estero.
Un problema che cambia forma ma non scompare
Il telemarketing aggressivo, insomma, continua ad adattarsi alle nuove barriere. Le chiamate diminuiscono da un fronte e aumentano da un altro. L’introduzione dei numeri a tre cifre potrebbe però rappresentare un tassello importante per restituire ai cittadini un minimo di controllo su ciò che squilla in tasca ogni giorno.
19 Dicembre 2025
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