Sono ripresi oggi gli scontri a fuoco a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, tra militanti di Hamas e soldati dell’Idf (le forze di difesa israeliane). La situazione, già tesa da giorni, è precipitata dopo un violento scambio di colpi d’arma da fuoco che ha coinvolto anche missili anticarro e fuoco d’artiglieria.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Haaretz, i combattenti di Hamas avrebbero aperto il fuoco contro le forze israeliane con cecchini e razzi, innescando una dura reazione dell’esercito. I militari israeliani hanno risposto con bombardamenti mirati, colpendo diverse aree di Rafah.
L’ordine diretto di Netanyahu
Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha ordinato raid immediati sulla Striscia di Gaza. “A seguito di consultazioni sulla sicurezza, il Primo Ministro Netanyahu ha ordinato all’esercito di effettuare immediatamente potenti attacchi nella Striscia di Gaza”, ha dichiarato il suo ufficio. La decisione segna un punto di non ritorno nella fragile tregua mediata dagli Stati Uniti nei giorni precedenti.
Accuse reciproche di violazione del cessate il fuoco
Israele accusa Hamas di aver violato il cessate il fuoco concordato con la mediazione americana, ma la risposta del gruppo palestinese non si è fatta attendere. Le Brigate Ezzedine Al-Qassam, ala militare di Hamas, hanno diffuso una nota in cui denunciano presunte “violazioni israeliane” che avrebbero compromesso la tregua.
Il rinvio della consegna del corpo di un ostaggio
Proprio a causa di queste presunte violazioni, Hamas ha annunciato il rinvio della consegna del corpo di uno degli ostaggi israeliani, inizialmente prevista in serata. “Rinvieremo la consegna prevista per oggi a causa delle violazioni dell’occupazione”, hanno dichiarato i portavoce del gruppo, avvertendo che qualsiasi “escalation israeliana ostacolerà la ricerca e il recupero dei corpi”.
L’annuncio è arrivato pochi minuti dopo l’ordine di Netanyahu di intensificare i raid, alimentando ulteriormente la tensione tra le due parti.
Bombardamenti sulla città di Rafah
L’emittente televisiva Al-Aqsa, affiliata a Hamas, ha riferito che caccia israeliani hanno colpito la parte occidentale della città di Rafah. Secondo il portale Ynet, le esplosioni sarebbero state udite in diverse zone della città, già duramente colpita nei mesi passati dai bombardamenti.
Una pace sempre più lontana
La ripresa dei combattimenti a Rafah segna un nuovo, drammatico capitolo di una crisi che sembra non conoscere fine. Ogni tentativo di mediazione appare destinato a fallire, schiacciato dal peso delle accuse reciproche e dalla sfiducia accumulata. Intanto, la popolazione civile resta intrappolata tra i fronti, pagando ancora una volta il prezzo più alto di un conflitto che non trova via d’uscita.
28 Ottobre 2025
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