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Megaride, il supercomputer che porta Napoli al centro del futuro digitale

A Napoli il supercalcolo incontra startup e ricerca, con Megaride che diventa polo strategico per l’Italia e l’Europa

Megaride, il supercomputer che porta Napoli al centro del futuro digitale

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Dal Pnrr all’università, Megaride unisce infrastruttura, talenti e imprese trasformando Napoli in centro dell’innovazione digitale

Megaride, un nome che un tempo evocava un isolotto leggendario e storie d’amore legate alla nascita di Napoli, oggi identifica una delle più ambiziose infrastrutture tecnologiche italiane. Dal luglio 2025, questo supercomputer da 50 milioni di euro, progettato per garantire prestazioni elevate e consumi energetici contenuti, è diventato il simbolo della nuova stagione dell’innovazione nel Paese. Un progetto firmato dall’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (Acn) insieme al Mur, all’Icsc e con il contributo di Cnr e Cineca, che non rappresenta solo un traguardo tecnologico, ma anche una strategia di rilievo economico e geopolitico.

Un investimento nato dal pnrr

Il percorso di Megaride affonda le radici ben prima del 2021 e si intreccia con le risorse del Pnrr. La sua funzione più immediata riguarda il potenziamento dell’HyperSOC, il sistema centrale che supporta le strutture di difesa digitale del Paese nel monitoraggio delle minacce informatiche. Ma il supercomputer promette molto di più: un salto in avanti nella capacità del Cirt nazionale di analizzare enormi quantità di dati e di gestire scenari complessi, dai cyberattacchi alle nuove forme di crittografia.

Il ruolo strategico per la cybersicurezza

Megaride supporterà i servizi di cybersecurity nazionali, ampliando le nostre capacità di prevenzione e risposta” spiega Luca Nicoletti, responsabile dei programmi tecnologici di Acn. Tra le applicazioni concrete, la creazione di un Dns nazionale, fondamentale per gestire in autonomia le informazioni sensibili e reagire agli attacchi ddos con rapidità ed efficienza. Un’infrastruttura di questo tipo permette inoltre di verificare il comportamento dell’intelligenza artificiale, analizzando quasi un miliardo di parametri e garantendo standard di sicurezza elevati.

Un polo di formazione e talenti

Non basta la potenza di calcolo: servono competenze e persone. Per questo Megaride è stato collocato all’interno dell’Università di Napoli, con l’obiettivo di trasformare la città in una palestra di innovazione per studenti, ricercatori e startup. L’investimento in infrastruttura si accompagna a programmi di sostegno come 60 borse di dottorato già finanziate, destinate a diventare 90, e iniziative dedicate a imprese emergenti. “Offriamo alle startup strumenti che nessun hyperscaler potrebbe fornire, creando un ecosistema in cui restare e crescere” aggiunge Nicoletti.

Un ecosistema che connette imprese e startup

Attraverso il Cyber Innovation Network, Acn vuole costruire una catena del valore completa, capace di mettere in contatto le grandi aziende che operano nella cybersicurezza con giovani realtà imprenditoriali. Questo modello punta ad attirare investimenti privati e venture capital, creando un mercato nazionale competitivo che non costringa i talenti a cercare altrove opportunità e risorse.

Napoli e Bologna unite dal supercalcolo

Megaride a Napoli dialoga con Leonardo a Bologna e con le nuove infrastrutture europee coordinate dal Cineca. La prospettiva è la nascita di una rete distribuita che non si limita alla cybersicurezza, ma esplora applicazioni nei digital twin urbani, nella pianificazione sostenibile delle città e persino nella medicina territoriale. Secondo Davide Salomoni, innovation manager di Icsc, queste sinergie aprono scenari che vanno dalla gestione del traffico urbano fino allo sviluppo di piattaforme sociosanitarie integrate.

Verso l’era dell’ibrido quantistico

Il futuro non è solo nel supercalcolo classico, ma nella collaborazione con il quantistico. Napoli e Bologna ospiteranno due poli in cui queste tecnologie dialogheranno, offrendo soluzioni ibride per la crittografia, l’ottimizzazione e la simulazione. Una sfida che richiede programmi formativi specifici e un impegno costante per mantenere il vantaggio acquisito. Per l’Italia, finalmente, un’occasione per giocare d’anticipo in un settore che determina il livello di competitività globale.


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08 Settembre 2025
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